Il privilegio dell’acqua tiepida

In fondo, è solo uno scherzo, solo un po’ di pittura.
Basta lavarsi per bene la faccia dopo la performance ed ecco fatto: è tutto finito. Il colore viene via facilmente con l’acqua tiepida, mi ha detto la truccatrice. Menomale! Pensate che incubo tenerlo per più dei cinque minuti di esibizione. Nemmeno voglio pensarci, non fatelo nemmeno voi – se potete.
Grazie, grazie davvero per l’affetto, pubblico italiano, tu sì che mi capisci! È stato uno spasso essere nero per cinque minuti, sapete, i neri sono bravissimi a cantare e ballare, ma si lamentano troppo con questa storia della…come la chiamano? Blackface? Non ho fatto nulla di male, io intendo solo far ridere i brillanti italiani che comprendono questo umorismo innocente e, comunque, non sopporto che mi si dia del razzista, a me hanno sempre dato fastidio le ingiustizie, infatti, ho un sacco di amici neri.

A dire il vero, anche loro ultimamente hanno iniziato a parlarmi dei problemi che devono affrontare per via del razzismo dilagante, ma io che c’entro? Come ho detto: non sono razzista e, poi, tutti abbiamo dei problemi, che si credono? Ecco, ho finito di lavar la pittura. Oh no! Sul collo mi è rimasta qualche macchia. Rimedio subito. Come ho detto: non vorrei mi rimanesse, soprattutto prima di farmi vedere in giro per la mia bianca Italia, terra di meravigliose persone con del sano umorismo!
In che senso siamo nel 2020 e lei è stufa, scusi? Io ho buonissime intenzioni, non intendo offendere nessuno, tantomeno lei! Le spiego: quando lo show finisce, io mi sciacquo e il mio viso torna del colore di tutti gli italiani normali, quelli che ancora ghignano pensando alla mia esibizione e mi difenderebbero da qualsiasi buonista.
Non voglio mica essere nero, si figuri. Sto bene bianco, sissignora. Non si è mai visto un italiano nero, poi. Ah, sì? E quanti sono sei, sette? Milioni!? Milioni di italiani neri? Quindi, milioni di italiani che si sentono profondamente umiliati, denigrati, feriti dalla mia esibizione che non fa altro che perpetuare gli stessi ideali che hanno inaugurato secoli di violenta, mortale, schiavizzante, colonizzatrice e generazionalmente traumatica discriminazione razziale? Non le sembra di esagerare?

Si calmi, ora, ecco beva un po’. Questa è la stessa acqua con cui mi sono lavato via (con molta cura) il mio lusinghiero omaggio alla vostra pelle – purtroppo – indelebile, fastidiosa per gran parte degli italiani, ad occhio nudo. Beh, vede, non me ne voglia, ma io non sono il primo a dipingermi la faccia! C’è una lunga tradizione teatrale e cinematografica in moltissimi paesi occidentali a guardarmi le spalle, le tradizioni sono le tradizioni, e lei sa come sono gli italiani con le tradizioni, non c’è da scherzare. 

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