Il cane che orbita

Vi siete lasciat*, eppure l*i, invece di tagliare completamente i rapporti, compare ancora, a volte, a intermittenza, a distanza. Non è ben chiaro cosa voglia. Ti guarda le storie su Instagram, segue tutti gli aggiornamenti sulla tua miserabile vita in ogni piattaforma social a cui sei iscritt*. Proprio nel momento in cui provi ad andare avanti e inizi ad uscire con qualcun altr*, il telefono vibra: “hey, come stai?”. Poi basta, la conversazione si interrompe nel giro di pochi scambi. Di che cosa si tratta? Di orbiting. L’Urban Dictionary descrive il fenomeno in questo modo: “Fondamentalmente una persona rimane nella tua vita rifiutandosi però di farne parte attivamente in qualsiasi modo.”

Orbiting, orbitare. Il nome richiama il movimento dei pianeti e dei loro satelliti, i quali si avvicinano e si allontanano senza mai riuscire a toccarsi. C’è una tensione continua, la distanza si accorcia sempre di più, eppure non si riesce mai a giungere ad una conclusione, non ci si tocca mai, ci si limita invece a subire il riflesso opaco dell’altr*. Sembra quasi di trovarsi di fronte ad una zanzara: appena pensi di essertene liberat* e appena entri nella fase di dormiveglia, ecco che senti ritornare il fastidioso ronzio. Non riuscirai più a dormire.

Il termine ha iniziato a diffondersi tra il 2017 e il 2018 ed è associato alle frequentazioni e relazioni online. Con una breve ricerca online, si nota che il termine viene associato ad un nuovo neologismo sempre caratteristico del web: il ghosting. Ghosting, da ghost, fantasma, descrive perfettamente il momento in cui stai scrivendo a qualcun* e, ad un tratto, puff, quella persona sparisce. Leggendo vari articoli a riguardo, si nota un generale consenso sul fatto che orbiting e ghosting siano fenomeni intrinseci alle relazioni online. Anzi, un articolo sul New York Times fa un distinguo più preciso. Anche se entrambi i termini descrivono delle situazioni che sono diffuse sul web, il ghosting è un concetto che potenzialmente precede i social media: il partner smette di rispondere al telefono oppure sparisce nel vero senso del termine. L’orbiting, invece, è un “comportamento legato al medium”, che ha iniziato a esistere soltanto quando i “mi piace” e le visualizzazioni sono diventati segnali, messaggi di una lingua complessa.

Ma è davvero così? Certo, se vogliamo descrivere nello specifico le visualizzazioni su Instagram e Snapchat, allora possiamo dire che è un fenomeno nuovo. Mi sembra però un po’ pretenzioso parlare di una dinamica completamente nuova, quando alla fine stiamo parlando del non saper lasciare andare. C’è una frase che a mio avviso riassume bene l’orbiting, ancora meglio delle metafore sui satelliti. Ser como el perro del hortelano, que no come ni deja comer: sei come il cane dell’ortolano, che non mangia né lascia gli altri mangiare. Non l’ami più, ma non vuoi che altr* l’amino. Oppure, non potendo amare l’altr*, non si concede che questi ami qualcun altr* o sia amato da nessun*. Torna il tema del controllo, un controllo subdolo, che può avvenire attraverso le piattaforme digitali, ma che fa parte in generale della storia dell’uomo, come ci dimostra il proverbio cinquecentesco, ripreso nel titolo della commedia El perro del hortelano, Il cane dell’ortolano.

Nella commedia di Lope de Vega, la contessa Diana scopre che il suo segretario di fiducia Teodoro ha una relazione clandestina con una dama. Nonostante Diana non fosse inizialmente innamorata di Teodoro, sapere che lui è interessato ad un’altra donna le provoca invidia. Questa invidia la porta ad abusare del suo potere, impedendo a qualsiasi altra donna di avere il segretario. La vicenda si complicherà ulteriormente, per poi invece terminare con un lieto fine. Diana si comporta come il cane, mostrando una possessività verso qualcosa che non le appartiene, o meglio, una persona che come tale non dovrebbe appartenere a nessuno. Lei non può amare Teodoro poiché di una classe sociale inferiore, e sente di non poter lasciare che Teodoro sia amato da altre donne. Ma Diana ama davvero Teodoro? Come fa l’amore a nascere dalla gelosia? Diana si trova in una situazione di stallo, trattenuta da una parte dal suo desiderio (presunto, o indotto) e dall’altra dalle norme sociali. Anche Teodoro, però, si trova in una situazione di stallo. Da un lato potrebbe sviluppare interesse verso la contessa, che però formalmente lo rifiuta, dall’altra parte non riesce più a continuare la relazione con la sua dama sia perché Diana glielo impedisce, sia perché questa cristiana giustamente non vuole essere la seconda scelta. Non è una situazione molto differente dai contemporanei drammi virtuali. Il dilemma di Teodoro è un dilemma del ventunesimo secolo. C’è quella persona che continua a visualizzare le storie, e ci sentiamo immobilizzat* per questo, incapaci di scrivere ad altr*, vivendo nella speranza di un ricongiungimento che siamo consapevoli non avverrà. Forse dovremmo interpretare con più leggerezza il doppio click, oppure limitarci ad accettare che le paranoie e speculazioni amorose che hanno da sempre caratterizzato gli esseri umani continueranno a esistere, seppur in forma differente.

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